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Quella visione che cambiò il mondo

​Forlì e Ravenna, due città dantesche che celebrano a pieno titolo il settecentenario della morte del Sommo Poeta, il quale, nell’autunno del 1302, trovò rifugio proprio nella prima cittadina romagnola, una volta lasciata Arezzo. Mentre nella seconda, l’Alighieri visse gli ultimi anni della propria esistenza raminga. E a Forlì viene ricordato con una mostra che raccoglie quasi trecento opere. Nata in collaborazione con gli Uffizi, la collettiva parte dal Trecento con Giotto e, passando attraverso Beato Angelico, Michelangelo e Tintoretto, si focalizza poi tra Ottocento e  Novecento, con maestri come Previati, Sartorio, Casorati. Sono presenti anche i ritratti di Dante realizzati da Andrea del Castagno e Cristofano dell’Altissimo. La rassegna di Ravenna, “Dante. Gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio”, propone un’importante selezione di opere di grandi artisti del tempo del Divin Poeta. Sono esposte anche la Madonna di Castelfiorentino di Cimabue e la Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto.
“Dante. La visione dell’arte”, a cura di Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca. Forlì, Musei di San Domenico. Fino all’11 luglio. Catalogo Silvana. Info: mostradante.it.
“Dante. Gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio”, a cura di Massimo Medica. Ravenna, chiesa di San Romualdo. Fino al 4 luglio. Catalogo Silvana. Info: mar.ra.it.