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STORIE DI IDOLI E DI LIBERAZIONE

​Sono piccole figure, semplici statuette in pietra o in terracotta. Spesso rappresentano una donna, o meglio una madre. La Grande Madre, il mistero della vita: in quelle curve si modella la sorgente più antica e autentica del sacro. Sono antichissime, risalgono all’alba dell’uomo. Sono i primi idoli. Destinati poi a crescere e a configurarsi nella struttura religiosa propria di tutte le civiltà: fino all’arrivo di Jahvè e quindi all’avvento di Gesù Cristo, che ribaltano alla radice il meccanismo di scambio tra uomo e idolo, oggetto fatto da mani di uomo che si trasforma in prigione per il suo fattore. Ma l’idolatria è una tentazione potente, anche nell’era cristiana. Ed esiste una laica idolatria contemporanea. A tutto questo è dedicato lo speciale del nuovo numero di “Luoghi dell’Infinito”, il mensile di arte e cultura di “Avvenire”, in edicola da martedì 6 novembre.
Due gli editoriali che aprono il numero. Nel primo l’economista Luigino Bruni osserva come le esperienze idolatriche siano sempre esperienze di consumo, che solo la gratuità è in grado di sconfiggere. Paolo Ferliga, psicologo e psicoterapeuta, sottolinea come il culto dell’immagine scissa dalla relazione col corpo abbia contribuito a fare del narcisismo, l’idolatria di se stessi, la patologia forse più diffusa della nostra epoca. L’antropologo Fiorenzo Facchini racconta la diffusione nel Paleolitico e nel Neolitico delle immagini della Grande Madre, veri e proprio marcatori della presa di coscienza del sacro. L’archeologa Annie Caubet, conservatrice emerita del Museo del Louvre, commenta e ricostruisce i fitti legami geografici e culturali degli antichi oggetti di culto fin  dall’alba della civiltà, che è poi il tema affrontato nella mostra “Idoli. Il potere dell’immagine”, da lei curata a Venezia in collaborazione con la Fondazione Ligabue. Vittorio Robiati Bendaud, filosofo e storico, osserva come, poiché per la Torah solo Dio è santo, nel mondo ebraico il tema dell’idolatria sia focale nella definizione del monoteismo.  La liberazione dall’idolatria caratterizza la predicazione di Gesù che, come raccontano Ermes Ronchi e Marina Marcolini, annuncia e vive fino agli esiti estremi la gratuità assoluta dell’amore. Ma non sempre tra Vangelo e storia del cristianesimo c’è stata una completa sovrapposizione. Lo storico Franco Cardini porta alla luce le dinamiche, anche controverse, che spinsero la diffusione della fede tra tarda antichità e alto medioevo, quando, specie in Oriente, i cristiani ricorsero anche alla forza e alla violenza. Conclude lo speciale un inedito in Italia di Gilbert Keith Chesterton che affonda la sua ironia sul “vitello d’oro” degli intellettuali.  La sezione “Arte e Itinerari” si apre con un tour per la Marca Trevigiana, tra ville palladiane, colli, città e vigneti, a cura di Federico Geremei. Antonio Paolucci illustra gli affreschi del Beato Angelico nella cappella Nicolina, in Vaticano, testimoni di una Chiesa in piena riforma. Infine, Laura Leonelli racconta le fotografie di Elliott Erwitt, in mostra alla Venaria Reale.