La relazione tra gli artisti e il sacro, tra l’umanità e il divino, non si è mai interrotta nel corso dei secoli. È sempre stata una relazione fondamentale, necessaria per raccontare l’essere umano ma anche per tentare di dare una forma visibile alla divinità. Esiste in tutte le culture, è alla base della società e continua a esistere anche oggi, nonostante i suoi segni sembrino talvolta meno evidenti. Questa relazione è viva, vitale e, a mio avviso, essenziale perché una società possa davvero svilupparsi e crescere.
Oggi parlare di anima, di spirito, di interiorità può sembrare fuori tempo, come se ciò che non è materiale non avesse più spazio nel racconto contemporaneo. Eppure, nel mio lavoro questa dimensione è sempre presente, è un elemento che cerco costantemente di rendere visibile. È un filo rosso che attraversa tutta la mia produzione artistica, anche quando non è immediatamente riconoscibile.
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