Umanità pendolare

di Francesca Orsi

fotografie di Andrew Z. Glickman

Difficile pensare il tragitto casa lavoro e ritorno come un viaggio: troppo poco poetico, troppo stress, forse anche troppo sonno. Eppure, in quello che appare solo come un interstizio privo di valore si può scoprire molta più vita di quanto sospettiamo, degna di essere raccontata

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Il fotografo americano Andrew Z. Glickman cattura l’anonimato dei passeggeri di una metropolitana durante i suoi viaggi da pendolare. Persone che, come lui, usano i mezzi di trasporto per muoversi nella città, anzi sotto la città, mettendo tra parentesi il loro privato, la loro vita in superficie. Nelle sue immagini la metropolitana si tramuta in una bolla spazio-temporale.

La città potrebbe essere qualunque città del mondo, a qualunque ora del giorno o della notte; nei suoi scatti si possono finanche cogliere tanto riferimenti specifici quanto i contorni spesso indecifrabili di tante storie private, ma sempre si ha la sensazione di riuscire a trattenere un lungo momento sospeso.

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