Due testamenti, una sola promessa
Dall’esodo-alleanza alla morte-resurrezione: l’unità delle Sacre Scritture è il cammino del popolo di Dio. Così i tanti autori convergono nell’ispirazione dallo Spirito

Giorgio e Sant'Ambrogio da Egmont, miniatura da Bibbia latina, Francia XVI secolo
Questo primo insieme di libri, scritti in massima parte in ebraico con alcune pagine in aramaico – solo pochi sono scritti in greco –, forma l’Antico Testamento. Il termine italiano “testamento” traduce il greco diathékē, che letteralmente significa “alleanza” o “patto”. L’espressione Antico Testamento, per indicare la raccolta di libri sacri per gli Ebrei, è stata coniata dall’apostolo Paolo in antitesi con il Nuovo Testamento o Nuova alleanza (2Cor 3,14). Il sintagma “nuova alleanza” è formulato la prima volta dal profeta Geremia: l’alleanza è detta “nuova” – in greco kainè diathékē – rispetto a quella precedente stipulata da Dio, tramite Mosè, con i figli di Israele, al monte Sinai, dopo l’uscita dall’Egitto (Ger 31,31). L’autore della Lettera agli Ebrei, che cita il testo di Geremia (31,31-34) nella versione greca, parla di “prima” – prótē – e “nuova” – kainé – alleanza che “è antiquata” o “invecchia” (Eb 8,7.13)......
di Rinaldo Fabris