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Claude Monet, luce infinita

​Un dialogo serrato con la luce e il suo mutare durante lo scorrere del giorno, così si potrebbe sintetizzare l’intera opera di Claude Monet (1840-1926), tra i padri fondatori dell’Impressionismo. Ed è ciò che pone in risalto questa retrospettiva che accoglie oltre cinquanta capolavori, tra cui le celeberrime Ninfee (1916-1919) e Le rose (1925 circa), l’ultima tela dipinta da Monet nella sua abitazione di Giverny, in Normandia. Un buen retiro il cui giardino è stato una fonte inesauribile d’ispirazione per il pittore, alla costante ricerca della variazione della luminosità tra i fiori, le foglie degli alberi e sull’acqua dello stagno sommerso di ninfee. Il percorso espositivo si focalizza intorno a queste opere “private” che il maestro impressionista non volle mai vendere, conservandole nella propria casa. Sarà poi il figlio Michel a donarle al Musée Marmottan, che così legherà indissolubilmente il proprio nome a quello di Monet. Presente anche Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905), frutto dei soggiorni del pittore nella brumosa Londra, tra il 1899 e il 1904, serbando viva nel cuore la luce di Giverny.
“Claude Monet. Opere dal Musée Marmottan Monet di Parigi”, a cura di Marianne Mathieu. Milano, Palazzo Reale. Fino al 30 gennaio 2022. Info: monetmilano.it.
Luigi Marsiglia