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Montini, un padre per tutti

Cardine dell’operato di Paolo VI è accettare la sfida del confronto con il proprio tempo: la ricerca del dialogo nel segno dell’amore per la verità

Paolo VI in pellegrinaggio a Fatima il 13 maggio 1967 in occasione del cinquantesimo delle apparizioni (Pepi Merisio)

Paolo VI in pellegrinaggio a Fatima il 13 maggio 1967 in occasione del cinquantesimo delle apparizioni (Pepi Merisio)

​Paolo VI è nato a Concesio (Brescia) il 26 settembre 1897 ed è morto a Castelgandolfo il 6 agosto 1978. Tra queste due date si distende il cammino di una vita nel corso della quale Giovanni Battista Montini si è formato in una famiglia profondamente inserita nel contesto ecclesiale e civile bresciano, ha scelto di intraprendere la via del sacerdozio, si è dedicato al lavoro pastorale tra gli studenti universitari della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (Fuci), ha percorso all’interno della Curia romana le tappe di una carriera che lo ha portato ai vertici della Segreteria di Stato, ha esercitato il ministero episcopale a Milano e, alla morte di Giovanni XXIII, è stato eletto al soglio di Pietro, con l’impegno di portare a termine il Concilio ecumenico avviato dal suo predecessore e, una volta concluso, di attuarne le decisioni.
L’arco di tempo delimitato dalle date della nascita e della morte di Giovanni Battista Montini, d’altro canto, coincide con larga parte della storia del Novecento, un secolo ricco di importanti e drammatici avvenimenti: due guerre mondiali, l’affermazione di regimi totalitari in Europa, la ricostruzione democratica dopo il 1945, la guerra fredda e la difficile situazione delle Chiese soggette ai regimi comunisti, la decolonizzazione, la contestazione del ’68, il terrorismo. È necessario ricordare questo sfondo storico per apprezzare adeguatamente la vicenda umana ed ecclesiale di Montini, e la stessa azione di Paolo VI come pastore può essere compresa solo alla luce delle risposte che egli ha cercato di dare alle sfide drammatiche proposte dagli eventi storici alla Chiesa e a tutti i credenti.
 
di Angelo Maffeis
*presidente Istituto Paolo VI